Regolamento UE sugli imballaggi: cosa devono sapere i seller marketplace su EPR, Amazon e conformità (PPWR – 40/2025)
Vendere online in Europa significa seguire un quadro normativo sempre più strutturato, soprattutto quando entra in gioco la sostenibilità degli imballaggi e la responsabilità estesa del produttore.
Tra i temi che molti seller tendono a considerare secondari, la conformità sugli imballaggi è uno di quelli che può avere l’impatto operativo più sottovalutato. Eppure, con il Regolamento UE sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio n. 40/2025 (PPWR), il tema diventa ancora più centrale per chi vende nei marketplace europei.
Il punto chiave è questo: se introduci per la prima volta imballaggi o merci imballate in un Paese dell’Unione europea, potresti essere considerato “produttore” ai fini EPR, anche se non produci fisicamente l’imballaggio. Questo significa possibili obblighi di registrazione, dichiarazione, pagamento di contributi ambientali e, in alcuni casi, nomina di un rappresentante autorizzato.
Per un seller marketplace, non si tratta solo di compliance. Si tratta di continuità operativa, accesso ai canali di vendita e capacità di crescere nei marketplace europei in modo più solido e strutturato.
Perché il nuovo regolamento UE sugli imballaggi è importante per chi vende online
Il nuovo regolamento europeo sugli imballaggi nasce con un obiettivo preciso: ridurre i rifiuti, migliorare la riciclabilità e promuovere un’economia più circolare. In pratica, l’Unione europea vuole spingere il mercato verso imballaggi più sostenibili, più tracciabili e più responsabilmente gestiti.
Per i seller, questo cambia il modo in cui il tema packaging deve essere letto. L’imballaggio non è più solo un elemento logistico o di presentazione del prodotto. Diventa anche un elemento regolatorio che può generare obblighi specifici nei Paesi in cui si vende.
Questo aspetto è particolarmente rilevante per chi opera su Amazon e su altri marketplace europei, perché spesso la vendita cross-border coinvolge più Paesi, più flussi logistici e più configurazioni commerciali. Di conseguenza, anche gli obblighi legati agli imballaggi possono moltiplicarsi.
Cos’è il PPWR e quando entra in vigore
Il Packaging and Packaging Waste Regulation 2025/40 (PPWR) sostituisce progressivamente il precedente quadro normativo europeo sugli imballaggi. L’obiettivo è armonizzare e rafforzare le regole in materia di packaging in tutta l’Unione europea.
Secondo le informazioni oggi disponibili, i nuovi obblighi dovrebbero entrare in vigore a partire dal 12 agosto 2026. Tuttavia, i singoli Paesi devono ancora chiarire in modo dettagliato come applicheranno concretamente i requisiti nazionali e quali saranno gli impatti specifici sulle imprese.
Per questo è importante che i seller si preparino in anticipo. Aspettare che tutti i dettagli siano già definiti potrebbe sembrare prudente, ma dal punto di vista operativo è spesso più utile iniziare prima a mappare i Paesi coinvolti, i flussi logistici e i possibili obblighi EPR.
Attenzione: il Regno Unito segue regole separate
Un chiarimento importante riguarda il Regno Unito. Il nuovo regolamento UE sugli imballaggi non si applica al Regno Unito, che mantiene un regime separato.
Per i seller questo è un punto essenziale, vendere nell’Unione europea e vendere nel Regno Unito non significa automaticamente gestire lo stesso impianto normativo sugli imballaggi. Chi opera su entrambi i mercati deve quindi distinguere in modo chiaro i requisiti UE da quelli UK.
Chi è considerato “produttore” ai fini EPR per gli imballaggi
Uno dei punti che crea più dubbi tra i seller riguarda proprio la definizione di produttore. Nel contesto della responsabilità estesa del produttore per gli imballaggi, non bisogna pensare solo a chi fabbrica materialmente una confezione. La definizione è più ampia e riguarda, in generale, chi immette per la prima volta sul mercato di un determinato Paese imballaggi o merci imballate.
Questo è un passaggio fondamentale perché cambia il modo in cui molti operatori devono leggere la propria attività. Un seller marketplace può infatti rientrare nella definizione di produttore anche se non produce fisicamente l’imballaggio, ma vende prodotti confezionati in un Paese in cui quegli imballaggi vengono introdotti per la prima volta.
In termini pratici, possono rientrare nella definizione:
- produttori di beni imballati;
- importatori;
- operatori che introducono prodotti confezionati in un Paese UE;
- venditori a distanza, anche se non residenti nel Paese di destinazione.
Per chi vende online la responsabilità EPR può nascere anche da come è strutturata la supply chain, non solo dal tipo di prodotto venduto.
Quando invece non sei considerato produttore
Ci sono anche casi in cui il seller potrebbe non essere considerato produttore. In linea generale, questo accade quando non è il primo soggetto a introdurre l’imballaggio nel Paese di destinazione, perché un altro operatore della filiera ha già assolto quegli obblighi a monte.
Un esempio tipico è quello di un venditore che acquista da un fornitore già responsabile dell’immissione sul mercato nello stesso Paese e che ha già adempiuto agli obblighi previsti dalla normativa EPR. In questi casi, la responsabilità potrebbe restare in capo al soggetto a monte.
Tuttavia, è un punto che non va mai dato per scontato. Nelle vendite cross-border, la distinzione tra chi introduce il prodotto, chi lo importa, chi lo stocca e chi lo vende può diventare meno immediata. Per questo è importante verificare il proprio ruolo in base al Paese interessato e alla struttura concreta del flusso commerciale.
Quali obblighi ha un produttore ai fini EPR per gli imballaggi
Se rientri nella definizione di produttore, il nuovo quadro normativo sugli imballaggi comporta obblighi precisi. I principali sono quattro.
1. Registrazione
Devi registrarti nel portale o nel sistema previsto da ciascun Paese UE in cui immetti per la prima volta imballaggi o merci imballate, oppure aderire all’organizzazione competente in materia di responsabilità del produttore prevista in quel mercato.
2. Dichiarazione
Devi comunicare alle autorità o agli organismi competenti informazioni come:
- quantità di imballaggi immessi sul mercato;
- materiali utilizzati;
- peso degli imballaggi;
- natura dell’imballaggio, cioè se è monouso o riutilizzabile.
3. Pagamento dei contributi ambientali
In molti casi è necessario versare contributi ambientali per coprire i costi di gestione dei rifiuti di imballaggio nel Paese interessato.
4. Nomina di un rappresentante autorizzato
Se vendi in un Paese in cui non hai una presenza locale, potrebbe essere necessario nominare un rappresentante autorizzato che agisca per tuo conto ai fini degli adempimenti EPR. Questo passaggio può variare in base al Paese e alla tua sede fiscale o operativa.
Perché questo tema è particolarmente importante per chi vende su marketplace
Per un seller ecommerce o marketplace, la complessità non nasce solo dalla norma in sé, ma dal fatto che gli obblighi possono moltiplicarsi quando aumentano i mercati serviti.
Se vendi in più Paesi europei, potresti dover gestire:
- registrazioni differenti;
- organismi nazionali diversi;
- requisiti documentali specifici per Paese;
- tempistiche diverse;
- numeri di registrazione da fornire alle piattaforme.
Questo è uno dei motivi per cui l’EPR sugli imballaggi non può essere affrontata come una questione isolata. Fa parte di una logica più ampia di gestione marketplace, cross-border e multicanale. Ed è proprio questo il tipo di scenario in cui diventa strategico avere processi più chiari, centralizzati e ordinati, soprattutto quando si scala su più canali.
Quali tipi di imballaggio rientrano nel regolamento
Un altro aspetto importante è capire che il regolamento non riguarda solo la confezione principale del prodotto. La disciplina copre diverse categorie di imballaggio.
Imballaggio principale
È l’imballaggio che fa parte dell’unità di vendita destinata all’utente finale. Include sia imballaggi monouso sia riutilizzabili.
Imballaggio secondario
È l’imballaggio che raggruppa più unità di vendita e serve per la presentazione o la gestione del prodotto nel punto vendita.
Imballaggio di trasporto o terziario
È quello utilizzato per movimentare o proteggere più unità durante il trasporto.
Imballaggio di servizio
Comprende elementi come sacchetti, vassoi o contenitori riempiti nel punto vendita.
Imballaggio composito
È un imballaggio formato da più materiali che non possono essere separati manualmente e che costituiscono una singola unità integrata.
Questo significa che il perimetro del regolamento è ampio e può interessare molte più componenti del packaging di quanto un seller immagini inizialmente.
Amazon e numero di registrazione EPR: cosa devono fare i seller
Per chi vende su Amazon, uno dei passaggi più concreti riguarda la dimostrazione della conformità. Dove richiesto, Amazon chiede ai seller di fornire il proprio numero di registrazione EPR per gli imballaggi.
Questo punto è particolarmente importante perché chiarisce una cosa: non basta gestire il tema a livello interno o con il proprio consulente. Quando il marketplace richiede la prova della conformità, bisogna anche essere in grado di trasmettere correttamente il numero di registrazione attraverso Seller Central.
Inoltre, nei Paesi in cui Amazon offre servizi di supporto per la dichiarazione o il pagamento dei contributi, resta comunque necessario ottenere il numero di registrazione EPR. In altre parole, eventuali servizi operativi non sostituiscono l’obbligo di essere registrati come produttore quando richiesto.
FBA e responsabilità sugli imballaggi: attenzione a non fare confusione
Chi utilizza Logistica di Amazon potrebbe pensare che il tema packaging ricada interamente su Amazon. In realtà non è così.
I venditori che usano FBA restano responsabili degli obblighi EPR relativi all’imballaggio del prodotto, cioè quello con cui il bene viene presentato e immesso sul mercato prima di arrivare al centro logistico Amazon.
Amazon, invece, gestisce la conformità per l’imballaggio di spedizione che aggiunge al momento dell’evasione dell’ordine. Questo significa che utilizzare FBA non elimina la responsabilità del seller sugli imballaggi del prodotto.
Anche per chi gestisce direttamente gli ordini, gli obblighi di conformità restano attivi. Per Amazon, il requisito EPR sugli imballaggi riguarda i seller indipendentemente dal modello di evasione.
Cosa rischia un seller non conforme
Il tema della conformità sugli imballaggi non è solo teorico. Se un seller è considerato non conforme, in base al Paese Amazon potrebbe essere tenuta a disattivare le offerte non conformi.
Dal punto di vista operativo, significa che una gestione incompleta della registrazione EPR può avere un impatto diretto sulle vendite, sulla continuità del catalogo e sulla possibilità di operare regolarmente nei marketplace.
Per questo, affrontare la compliance packaging in anticipo è spesso la scelta più efficace. Non solo per ridurre il rischio normativo, ma anche per proteggere la continuità commerciale.
Registrazioni, numeri EPR, monitoraggio per Paese, differenze tra modelli logistici e responsabilità documentali sono tutti elementi che incidono sulla continuità delle vendite e sulla possibilità di crescere in modo strutturato. Per approfondire tutti gli aspetti operativi e normativi collegati, è utile consultare anche la guida dedicata di Amazon Seller Central.
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